L’antica tradizione della vendemmia

  • By SIG.RA BARBARA
  • 04 Jan, 2018
grappolo d'uva
La vendemmia non è solo la prima fase di quell’affascinante processo che ha come fine la produzione del vino, ma è anche il periodo più impegnativo dell’anno per i viticoltori - tra luglio e ottobre in Europa e in Nord America, e tra febbraio e aprile in Australia, Nuova Zelanda, Sud America e Sud Africa – durante il quale l’uva da vino viene raccolta e selezionata con cura per essere sottoposta al processo di fermentazione.

Ordine di raccolta 

In generale, l’inizio della vendemmia coincide con un determinato periodo dell’anno. Tuttavia esistono diversi fattori che influiscono sul momento della raccolta, come la zona di produzione, il tipo di uva e il tipo di vino che si vuole ottenere, definito dalla maggiore o minore presenza di zuccheri, acidi e componenti aromatici.

Ad esempio, le uve per ottenere vino frizzante come il Pinot Grigio e lo Chardonnay, vengono raccolte per prime, al fine di garantire un livello inferiore di zuccheri. A seguire, vengono vendemmiate la maggior parte delle uve bianche e poi le uve rosse, le quali richiedono più tempo per raggiungere una completa maturazione. L’uva per il vino di ghiaccio viene vendemmiata tardivamente all’inizio della stagione invernale, quando la temperatura scende al di sotto di una certa temperatura, congelando i grappoli che vengono così sottoposti a fermentazione.

Diversi tipi di vendemmia 

Il tradizionale metodo di raccolta manuale e la raccolta meccanica sono due percorsi che i viticoltori hanno a disposizione per staccare i grappoli d’uva dai vitigni. In generale, la raccolta manuale permette una selezione più accurata e maggiore garanzia di integrità dell’acino.

La raccolta dell’uva attraverso l’uso di macchine agricole assicura, invece, un processo efficiente, meno costoso in termini di risorse e di tempo, ed è spesso l’opzione preferita da grandi vigneti che si estendono in pianura.

Oggi, tuttavia, la differenza tra i due metodi di raccolta è molto sottile in quanto, di pari passo con il diffondersi della vendemmia meccanica, vi sono stati importanti miglioramenti tecnologici alle vendemmiatrici. Le macchine agricole moderne sono provviste, infatti, di modalità di raccolta regolabili in funzione delle diverse caratteristiche del vigneto e della varietà di uva e sono dotate di sistemi di separazione e pulizia che assicurano una migliore integrità del grappolo e una minore possibilità di ossidazione causata dalla rottura della pelle dell’acino.

Molti produttori di vini, oggi, scelgono una combinazione dei due metodi o decidono di avvalersi di vendemmiatrici che permettono di ottenere un prodotto molto simile a quello ottenuto con la raccolta manuale.

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Le origini della vinificazione in botte – un settore in cui Alser Vini si distingue da anni nell’area di Peschi era Borromeo – si perdono nella notte dei tempi. Di sicuro già i popoli antichi, a partire dai Romani del tardo Impero (dal 250 d.C. circa), conoscevano e apprezzavano le capacità delle fibre di legno di determinare il sapore del vino e la qualità del suo invecchiamento.

Certo, all’epoca non si parlava di tannini, e termini come “corpo” o “struttura” non erano certo associati al frutto di Bacco; ma le botti in legno esistevano eccome, e la materia prima era scelta con grande cura.
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